Skip to main content

Mi piace pensare al mio percorso musicale come una ruota di colori.
Colori che si fondono e fanno nascere nuove sfumature e nuove “tonalità”.
Tutto incastrato come un disegno già scritto, una risposta dall’universo che ci porta ad andare avanti su e giù per le montagne, dove si trovano momenti difficili e altri stupendi.
La serata di ieri mi ha fatto sentire vicina alla cima.
Mi trovavo sul palco fisicamente ma con la mente volavo su in alto tra la luna e il vulcano.
Questa estate insieme a Simona abbiamo fatto molti viaggi in macchina, abbiamo ascoltato tanta musica e conosciuto nuovi musicisti, abbiamo immaginato come sarebbe stata questa attesissima apertura per Ben Harper e devo dire che è andata SUPER bene.
Verso la strada per il teatro ho messo su il disco White Lies For Dark, un disco di Ben molto importante per me, all’Interno si trova la traccia Fly One Time che è sempre stata una delle mie preferite.
L’ascolto di questa canzone in macchina per me è stato un momento catartico pieno di emozioni, nella mia mente ripercorrevo il mio percorso e pensavo alla Roberta di qualche anno fa che suonava in giro per i locali le canzoni di Ben Harper e dopo qualche anno… eccoci qui a condividere con Ben uno dei palchi più belli al mondo con la mia amata Etna alle spalle, un sogno ad occhi aperti.

Arrivati al teatro ero molto emozionata, insieme a noi c’era anche il mio fonico Orazio pronto ad aiutarmi con i suoni e le chitarre.
Inizia il soundcheck alle 19 e 20 circa.
Una cosa che ho notato subito sono stati i tappeti sul pavimento del palco che mi davano ancor di più la sensazione di “Casa”.

Ho iniziato a suonare le prime note di una mia canzone “Where You Breathe” con la mia Martin con accordatura aperta, provo anche la voce e la mia Gibson 330. Il mio set è di 20 minuti: 3 canzoni del mio ultimo album “Save Lives With The Rhythm”, un mio nuovo pezzo scritto questa estate e una cover di Nick Drake. Scaletta:

⁃ Where You Breathe (SLWTR)
⁃ Everybody Needs Someone (New Song)
⁃ Hope (SLWTR)
⁃ Pink Moon (Nick Drake)
⁃ The Way (SLWTR)
Il soundcheck va benissimo, appena scendo dal palco inizia l’ansia pre-show. Io non amo molto le attese ma con il supporto di Simona sono riuscita a superare quell’oretta che mi separava dal palco.

Ricevo un messaggio su Instagram da parte di Freddy il bassista dei The Delines (Una band americana) conosciuti con Simo due settimane fa ad un festival.
Freddy mi scrive che il tastierista di Ben è un suo grande amico e che verrà a salutarmi in camerino (qui mi ritorna in mente la metafora degli incastri e la ruota di colori).

In camerino conosco Chris Joyner (tastierista di Ben) e Leon Mobley (percussionista) scambiamo qualche parola e aspettiamo anche di vedere Ben che ancora non si fa vivo. L’ansia si fa sempre più forte così prendo la chitarra per ripassare e rilassarmi, sento il direttore di produzione che mi dice: “Mancano 10 minuti” finalmente tiro un sospiro e cambio mood.

Quando salgo sul palco tutte le paure e le ansie vanno via, così comincio a salire le prime scale che mi portano al palco e una luce blu quasi mi acceca ma riesco ad arrivare alla mia postazione, ci sono già un bel po’ di persone quindi saluto il pubblico e inizia il mio viaggio attraverso la musica.

Il pubblico risponde bene e nel secondo pezzo (Everybody Needs Someone) sento applausi anche nel bel mezzo del solo di chitarra, una bellissima sensazione che mi ha dato una carica pazzesca e da quel momento ho iniziato a godermi davvero il palco, alzo gli occhi e vedo una luna stupenda, (suonare Pink Moon con quell’atmosfera è stato davvero emozionante).

Concludo con The Way ultima traccia del mio album, sul palco mi sento davvero “fluttuare” difficile spiegare le sensazioni che provo quando suono perché sono davvero profonde e mi sento un tutt’uno con l’universo.
Quando scendo dal palco la prima cosa che faccio di solito è chiedere il parere di Simona e lei mi dice che è stata una bellissima esibizione, nel frattempo Alex Painter (Chitarrista di Ben) si ferma e mi fa i complimenti insieme ad altri musicisti. Cominciano anche ad arrivare tantissime notifiche su Instagram di persone che hanno assistito all’esibizione e questo mi riempie il cuore.

Avere la conferma di aver fatto emozionare la gente è una sensazione tanto gratificante, perché quando suono apro completamente il mio cuore e la mia anima.

Sono quasi le 22 e Ben sta per salire sul palco. Io e Simona emozionate lo salutiamo e ci presentiamo, lo ringrazio per la bellissima opportunità che mi ha dato e lui mi ringrazia per aver suonato, gli racconto che quando ho iniziato a suonare con la mia Band in scaletta c’era sempre la sua canzone “Steal My Kisses” poi gli chiedo di fare una foto insieme e lui accetta.

Per Simo il 6 agosto è una data particolare (Qui penso di nuovo al destino) perché nel 1995 suo fratello Francesco portò i Rem in concerto a Catania, un ricordo bellissimo per lei e sua mamma Nica.
Ieri sera si respirava un’aria magica.

Durante il concerto di Ben mi sono emozionata tanto sopratutto quando verso la fine inizia la batteria e la chitarra di Fly One Time. La canzone dice “Now that you’re caught between, What you can’t leave behind and all that you may never find so fly, just fly Just fly one time” molte volte ci sentiamo bloccati tra il passato e il futuro senza trovare risposte quando l’unica cosa da fare per superare le nostre ansie e paure è vivere il presente.

Quella sera sentivo di vivere pienamente nel presente.

Ho ripercorso nella mia mente come immagini di un film tutta la mia strada fino adesso e ho provato una sensazione di gratitudine bellissima. Questo concerto mi ha regalato un’energia speciale e unica che porterò con me per sempre.
Ci saranno salite e discese in questo percorso ma è importante continuare a camminare e sperare, perché la musica in qualche modo mi darà sempre tutte le risposte.

Roberta Finocchiaro

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.