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IL MIO NUOVO ALBUM – Roberta Finocchiaro

By Novembre 3, 2019 No Comments

La musica
Qualcosa che materialmente non riesci a toccare, ma che ti tocca l’anima, astratta anche lei ma che senti dentro di te. Ha un peso realmente importante nella vita. Sentire, ascoltare, imparare e crescere. La musica ti guarisce e ti regala la forza per andare avanti, riesce a fermare il tempo, ti fa ricordare il passato e ti fa sperare nel futuro. La musica, come qualsiasi forma d’arte, racconta la vita. Cuori spezzati, speranze, sogni. Gli sbagli che metti da parte per ritrovare la strada giusta. La musica è una ruota. Come la vita, ti mette davanti le stagioni e le tantissime sfumature di emozioni, suoni e colori.

Quando ho iniziato a scrivere questo nuovo album, non avrei mai immaginato dove lo avrei suonato e registrato e quali musicisti avrebbero dato vita alla mia musica. Nell’estate del 2018 ho cominciato a scrivere le prime canzoni e un anno dopo, a settembre, mi sono trovata a vivere un sogno: New York, lo studio, e alcuni musicisti di altissimo livello: Steve Jordan, Sean Hurley, Clifford Carter a cui si è aggiunto Dave O’Donnell come ingegnere del suono. Ho ripensato al 2014, a quel concerto in cui mi presentarono Simona Virlinzi, una donna che la musica ce l’ha nel sangue e che di lì a poco sarebbe diventata la mia produttrice. È stata lei a credere subito in me, ed è stata lei a portarmi qui. Allora, cinque anni fa, non ci avrei mai creduto.

La vita a volte ti fa di regali enormi. Quando scrivo e compongo le mie canzoni, mi spoglio completamente, dimentico il mio pudore e trovo il coraggio di raccontare le mie emozioni più profonde. Uso parole semplici e sincere e penso che da qualche parte nel mondo c’è qualcun altro che sta provando magari le mie stesse sensazioni. È questo ciò che amo della musica: il fatto che riesca ad unire tutti gli elementi della vita andando oltre i limiti dello spazio e del tempo.

In questo disco mi sono lasciata ispirare anche dagli odori, dalle immagini, dai ricordi vissuti. Ho vestito le mie poesie con la musica e le ho trasformate in canzoni. Ho suonato riff di chitarra che contenevano già dentro tutte le parole. Mi sono lasciata ispirare dagli artisti che amo e che ascolto.

Ho attraversato fasi musicali diverse che spaziano dal Funk-Soul degli Anni 70/90 alla parte più dolce del folk inglese di quegli stessi anni. Ho cercato di capire come cantautori come Elton John o John Lennon siano riusciti sempre a creare canzoni eterne. Ho pensato a come il groove di “Of The Wall” di Michael Jackson sia entrato nella mia anima fino a farmi esprimere nelle canzoni il desiderio di ricominciare tutto e il bisogno di ritrovare la strada giusta. Oppure come Nick Drake e il suo splendido “Five Leaves Left” mi abbiano insegnato a parlare con la chitarra attraverso la scrittura di testi che esprimono l’essenza dei miei pensieri e della mia anima. Le nuove canzoni mi avvicinano agli artisti del passato ma allo stesso tempo, io guardo al futuro.

Il giorno prima di partire per questa nuova esperienza in studio, l’emozione mi travolge ma io provo a tenere a freno la mente per poter controllare tutte le mie paure e le mie aspettative. Voglio fare le cose bene rimanendo me stessa. Ripenso a tutte quelle volte che la musica prodotta da Steve insieme a John Mayer, mi ha ispirato e accompagnato nella vita. Non riesco a credere, però, che adesso con la mia musica, avrò la possibilità di avere quell’aria, quel rullante, quel basso.

Il primo incontro con i musicisti che mi hanno in qualche modo formato è surreale: non capisco se sto davvero vivendo un momento sognato milioni di volte in milioni di notti oppure se è solo un’illusione. Dal secondo giorno di lavoro, le cose cambiano: adesso il mio sogno è lucido e nitido e io riesco a muovermi e ad esprimermi al meglio.

Lo studio è a Brooklyn, cuore pulsante creativo di New York. Quando entro li per la prima volta, rimango letteralmente senza parole: ci sono una quantità di strumenti bellissimi, la control room è enorme e ha tantissime macchine vintage. La mia stanza ha una postazione per registrare: posso usare microfoni stupendi e le mie amate chitarre una Martin 000 e una Gibson ES330.

Nella sala attigua ci sono Sean, Steve e Clifford. Iniziamo a suonare e a registrare ogni brano dal vivo, gli assoli e le voci definitive vengono registrate dopo le sessioni insieme a loro. Ancora oggi, quando ripenso a quel momento, faccio fatica a spiegare a parole come ci si sente a suonare con questi musicisti. Abbiamo dato vita a un film fatto di amore e di musica. Abbiamo riso fino ad arrivare alle lacrime. Mi sono emozionata ascoltando i nuovi suoni. Mi è venuto il groppo in gola davanti ai tramonti che pennellano di arancio i grattacieli, alle luci che disegnano lo skyline più famoso del mondo, ai paesaggi mozzafiato. Ho avuto la fortuna di conoscere Norah Jones, un’altra delle mie più grandi fonti di ispirazione musicale.

Anche lei è lì per registrare, nel nostro stesso studio. Finite le sessioni a Brooklyn ci spostiamo a Manhattan per mixare il disco ai Germano Studios, un posto pieno di storia. È stato bellissimo, non conoscevo l’importanza e la storia – seppur breve – di questo studio ma me ne sono resa conto quando ho visto sulle pareti i dischi di Michael Jackson, Bruce Springsteen, Lady Gaga, Alicia Keys, Justin Timberlake, Black Eyed Peas e tanti altri. In questo studio un grande musicista e amico di Simona, Olen Cesari, ha registrato il violino in uno dei pezzi più profondi dell’album rendendolo per me ancora più speciale.

Vivere tutto questo con la mia musica, con Simona e con tutti gli altri è stato… WoW!!! Sulla strada di casa non riesco a realizzare (e forse nemmeno adesso mentre scrivo) a cosa abbiamo fatto per questo disco. Riascolto le canzoni del disco e riesco a rivivere quei giorni meravigliosi. Non vedo l’ora di farvi ascoltare tutto il disco per farvi vivere tutte queste bellissime emozioni con la mia musica e le mie esperienze di vita, che raccontano anche le vostre…

Vita e il Groove.
SAVE LIVES WITH THE RHYTHM
Roberta Finocchiaro.

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